

Robert Doisneau – Le Baiser de l’ Hotel de Ville, Parigi 1950
Quando pensiamo all’amore, la prima cosa che, baldanzosa, bussa alla nostra mente è il bacio, ma se lasciamo correre il pensiero, la seconda non può che essere l’abbraccio. Un bacio è il senso compiuto di un desiderio che nasce ed accresce, poi quando non riesce proprio a trattenersi, esso erompe nell’incontro di labbra appassionate, mentre i corpi, cedevoli ad un magnetismo inspiegabile, si fondono nell’abbraccio, come ci descrive la foto catturata a Parigi nel 1950 dal fotografo Robert Doisneau, che casualmente, imprime sulla pellicola fotografica il bacio spontaneo di una coppia di innamorati, definito il più romantico di sempre. Un’immagine in bianco e nero che emoziona, poiché riesce a descrivere, senza parole, la potenza dell’amore.
Edvard Munch – Il bacio, 1897
Le effusioni amorose del bacio e dell’abbraccio, nell’immaginario collettivo, ci appaiono indispensabili nella manifestazione di un amore tuttavia, il periodo storico che viviamo, ci sta imponendo comportamenti rivisitati e corretti per via delle prescrizioni imposte per cui, di innamorati agli angoli delle strade che si baciano, nell’ultimo anno ne abbiamo visti ben pochi. Quanto ci mancano quei baci improvvisati e rubati, scambiati ovunque, come se il mondo esterno s’arrestasse esclusivamente per assistere alla foga di quest’attimo.
Due innamorati a Washington Square Park, New York, 1962
Sebbene la pandemia ci abbia imposto una rivisitazione dell’esternazione del sentimento amoroso, è pur vero che negli ultimi anni, a causa del dilagare dei social e delle app di dating , l’approccio a tale sentimento ha subito un ribaltamento totale ed abbiamo assistito allo stravolgimento completo dello stesso concetto di corteggiamento. L’epoca in cui viviamo infatti, ha riportato alla ribalta l’idealizzazione dell’amore per antonomasia, quello che ha ispirato poeti, pittori ed artisti di ogni genere, ovvero l’ amore platonico o, per meglio dire, virtuale , amplificato nel corso dei vari lock-down. Eh già, le nostre abitudini di vita sono fortemente mutate, nel tran tran quotidiano diviene difficoltoso ritagliarsi del tempo anche per gli incontri (nella realtà intendo!) e così, la manifestazione del sentimento che tutti agogniamo, non può che viaggiare attraverso l’etere, un nuovo modo di sognare e fantasticare. Questo nuovo stile dell’eros, l’amore virtuale, vuole avere la pretesa di sostituirsi a quello reale, ma sul serio può nascere, vivere e consumarsi senza alcun bacio, privo di un abbraccio? Possiamo, per davvero, paragonarlo all’amore platonico? In verità, Platone definisce l’amore platonico, quello superiore e dell’anima, un punto di arrivo a seguito di due corpi che si siano già esplorati materialmente, il primo livello di attrazione, quando invece, via web avviene esattamente il contrario: prima si idealizza e si amplifica ogni sentire e dopo forse, chissà se ci si incontra. Questa modalità ci induce persino, alle volte, a credere d’amarci di più, ma ne siamo proprio certi? Eppure, erano così romantiche le missive di inchiostro su carta, conservate per anni nei cassetti, che rileggerle col senno di poi, ci provoca rinnovate emozioni, mentre ora, abbiamo le chat interminabili nelle quali i giuramenti d’eterno amore si sprecano, ma in definitiva, tutto si consuma velocemente e la fiamma della passione arde neppure il tempo di una candela di cera. Magari, amandoci in continuazione, ci siamo dimenticati cosa sia il vero amore!
Domenica 13 febbraio si celebra l’amore, ed aldilà di restrizioni e mascherine, sarebbe bello ritrovare la celebrazione di questo atavico sentimento un poco alla vecchia maniera, viverlo da romantici insomma, ma soprattutto dal vivo.
Buon San Valentino da Riccioli e Stile
Paolo Picasso – Il bacio, 1925